Meglio tassare ancora il CAFFE’ o insistere SULLA BENZINA?

Contro la possibilità di un ennesimo aumento delle accise sulla benzina, l’Aci si ribella e suggerisce che, forse, è meglio tassare altri beni voluttuari, anziché ulteriormente gli automobilisti. E’ vero che il prezzo del carburante, più caro di circa sessanta centesimi rispetto al costo negli altri paesi europei, ha raggiunto un limite insuperabile per qualsiasi tasca, ma è altrettanto vero che anche quei beni voluttuari, ipotizzati dall’Aci,i hanno superato da tempo la soglia di sopportabilità. La credibilità del governo diviene sempre minore con il suo credere di risolvere tutto con una tassa in più. Ogni giorno.

Coffee girlCerto non si sa cosa preferire tra un aumento sulla tazzina di caffè o un ennesimo salasso sulla benzina. Tutti sono stanchi di questo proliferare del costo dei carburanti, che, oggi, sono superiori di circa sessanta centesimi rispetto a qualsiasi paese europeo. Senza tener conto che in questi paesi lo stipendio medio è di due, tre volte e anche di più rispetto a quello degli italiani. Quindi, il costo del carburante per gli italiani, nella sostanza, è ancor più pesante di questa differenza assoluta. Anche l’Automobil club interviene a dire quanto sia iniquo il continuare ad appesantire le tasche degli automobilisti. E non è la prima volta. Ma il governo è insensibile. Monti continua da dire che tutto questo serve a evitare la catastrofe. Ma, sempre più, queste cose le pensa solo lui e i membri del governo con dichiarazioni, non di rado, allucinanti. Per fortuna, sono dei Professori. In cosa, non si sa.

E così il presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani, ci tiene a dire che “anziché introdurre una nuova accisa, che si aggiunge alle 16 già esistenti sulla benzina, meglio sarebbe stato pensare a nuove forme di imposizione diretta su altri beni di largo consumo e soprattutto voluttuari: dalla tazzina di caffè al pacchetto di sigarette. Il continuo aumento della pressione fiscale sull’automobile è stato evidenziato anche da Bankitalia, secondo la quale nel 2011 gli automobilisti hanno versato maggiori tasse per un totale di 6,4 miliardi di euro, con un incremento del 14,9% rispetto all’anno precedente”.

 

distributore benzina“Con lo sciopero della benzina, svoltosi di recente, l’Automobile Club d’Italia – ha sottolineato il presidente Sticchi Damiani – vogliamo lanciare un messaggio chiaro al Governo e al Parlamento: malgrado cerchino di usare meno l’auto per contenerne i costi, le famiglie non sopportano di ritrovarsi a sborsare sempre di più. Ciò vale soprattutto per i carburanti, il cui costo alla pompa è gravato da una pressione fiscale di circa il 60%”.

Ma anche le proposte alternative dell’Aci non piacciono a nessuno. Non si può continuare a inventare nuove tasse, che, se pur diverse dalla benzina, troppo martoriata, riguardano costi di generi di largo consumo, giunti non sono al limite della sopportazione, ma oltre questa soglia. E da tempo.

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